Lanzarote: dove ho lasciato un pezzettino di cuore

< Bo…ho letto da qualche parte che deve essere bellina>.

Apro con google immagini. Si dai c´é tanto mare.

Dopo un po’ di tira e molla con Stephan (la parte razionale della coppia) prendiamo il volo e il giorno seguente prenotiamo anche l´alloggio a Punta Mujeres.

La scelta è caduta li solo per una questione puramente economica: -“Ste prendiamo quello che costa meno di tutti e bona, tanto non é super importante dove dormiremo!”-

Finalmente arriva il giorno tanto atteso: Partiamo!

Avendo scelto l´assegnazione casuale dei posti per risparmiare il più possibile sul risparmiabile, ci facciamo 5 ore separati.

5 ore un pochino da chiodi lo devo ammettere, senza libri da leggere (perchè lasciati nello zaino giá bello e chiuso nel portavaligie e la non voglia di disturbare i vicini) e sguardo in loop perso sul sedile davanti.

Mi sogno ancora tutti i disegnini sulle manovre di salvataggio! La signora con il vestito rosa e le mani incrociate mentre scende lo scivolo di salvataggio non me la levo più dalla testa.

Finalmente arriviamo.

Già da Berlino avevamo noleggiato in loco una macchina.

È vero, la ci sono tanti autobus e l´autostop va ancora alla grande, ma essendo così bassi i costi per il noleggio dell´auto, non abbiamo esitato a questa immensa comodità : 80 euro per l´intera settimana! E la benzina costa più o meno 1euro al litro.

Ripeto: i mezzi di trasporto pubblico sono super efficienti, ma noi avevamo la grande necessità di farci i fatti nostri e ai nostri orari.

Primo pensiero appena fuori dall´areoporto :

< Fammi respirare questa aria così azzurra di cielo immenso e di odore di mare! Fammici riempire i polmoni che a stare la me li sento quasi atrofizzati >

Saliamo in macchina e ci dirigiamo verso Punta Mujeres.

Radio e musica ad alto volume, braccio appoggiato fuori dal finestrino, disegno con la mano onde che seguono l´aria.

Lo scenario che vedo dalla macchina che corre, é di primo impatto un po’ uno shok.

È come se qualcuno avesse bruciato tutto.

Io che sono abituata alla campagna e agli spazi verdi, qui vedo sporadici ciuffetti di piante grasse che hanno la stessa espressione e vitalità di qualcuno che sta facendo super fatica a stare aggrappato la a quella montagnola perennemente al sole.

Io una terra così non l´ho mai vista.

La prima volta che la vedo e già sento un´innata empatia e connessione per questa isola così indomata e ruggente.

Una connessione travolgente.

Ogni giorno a fine giornata mi appuntavo le cose belle che avevo fatto, visto, odorato, toccato, sentito.

Come foto indelebili di un qualcosa che mi ha sanato nel momento in cui io non pensavo di averne bisogno, di quella carezza di azzurra e feroce freschezza che mi ha dato un´energia spaventosa.

Ecco quindi le foto raccontate, come colori indelebili, che se chiudo gli occhi io ancora le vedo! (se la signora con il vestito rosa delle manovre di emergenza fa un´attimo spazio..)

Stampe di momenti che si appiccicano all´anima e che non vedo l´ora di riabbracciare dal vivo.

Non mi soffermerò a dare un nome, un luogo, un orario a questi pezzettini di flash che ho nella testa, per questa parte più logica e razionale ho messo tutte le immagine nella Gallery e nell´articolo “Lanzarote: info&consigli.

Mettere tutto qui mi sembrava come togliere poesia e colore al mio ricordo che, volutamente, é veloce, vivo e istantaneo.

Lanzarote in 7 giorni? Si ed é stato come risorgere.

Giorno 1:

– Arrivo e la casa Carmelina piena di zucche, fiori e sonagli colorati + Esplorazione Punta Mujeres

Giorno 2:

– I granchietti cechi e bianchi nascosti in un piccolo lago, i cicciocactus, la sorpresa di avere paura di un riflesso dell’acqua dentro una caverna fatta da un vulcano con la sua lava.

Giorno 3:

– Arrampicarsi per arrivare alla spiaggia del Papagayo passando da montagne piene di vento che spettina i pensieri.

– Bere il tè e ghiaccio più buono del mondo a Playa Blanca e aver capito cosa vuol dire Azzurro.

Giorno 4:

Dalle roulotte degli zingari esce musica alta e noi mangiamo madeleine riparati da una scogliera di sassi guardando l’oceano.

– Far stare in equilibrio i sassi.

– Cominciare a bere aloe.

Giorno 5:

– Le gonne tonde delle contadine di Teguise che ballano nella piazza della chiesa e dentro la chiesa il Gesù con i capelli lunghi fino all’ ombelico.

– Guardare da vicino gli acquarelli di un signore e capire come lui sfuma i colori.

– Le montagne di lava, i geyser, i vulcani. Il caldo che esce prepotente e forte dalla terra, il ristorante vicino lo usa per cucinare i polli arrosto.

– Raccolto due autostoppiste, vedere un lago verde, raccogliere pietre nere con pezzi di olivina (che è super verde come il lago).

– Vicino ai quadrati enormi di sale respirare tanto tra le scogliere a picco sull’oceano.

– Il bellissimo rumore che fa l’onda quando torna indietro e fa spostare un pó piú giu i sassi dalla riva.

– Mangiare paella.

Giorno 6:

– Arrivare alla punta piú a nord dell’ isola passando da una spiaggia bianca brillante, perdersi tra la lava, stendersi e ascoltarla respirare.

– Fare 34 foto a due gabbiani su una barca azzurra perchė sembrano due vecchi amici che in silenzio pescano.

– Arrivare in nave su un isola che ha i giubox come quelli che vedevo nelle vecchie foto del bar della zia Ilvide a Tresigallo, quando ancora il nonno sapeva fare la spaccata.

– Camminare tanto con lo zaino, il vento e il sole sulle spalle. Avere mille piccolissime conchigliette incastrate nei capelli e nel costume.

– Punta mujeres con il sole.

– Trovare una conchiglia bellissima mentre faccio una foto perfetta a un’onda.

– Comprare the e patatine, sedersi vicino all’acqua, guardare tutto con lentezza e pensare che è una cosa bellissima.

Giorno 7:

– Colazione con il profumo di bocadillo avocado pomodori e melanzane nello zaino: cappuccino ciambella e mele con sciroppo tagliate sottili.

– Fotografare le distese di viti, ognuna nella sua culla di terra nera con una barriera di sassi per proteggerla dal vento.

Verde brillante su nero.

Arrampicate dappertutto.

Ovunque guardi.

– Bere il vino di qui, il vino di quelle viti che ho fotografato tanto…vino malvasia, patata abrugada, rucola e limonata fresca

– Ridere tanto con la signora del centro informazioni

– Fotografare un gatto che si arrampica su una terrazza per guardare le signore bionde mangiare paella e pesce.

Giorno 8:

Alzarsi alle 3e 45.

Punta Mujeres ancora dorme.

Vedere l’alone intorno alle montagne giganti e scure quando ancora è tutto buio.

Manco ci fai caso che noi stiamo andando via e forse neanche ti sei accorta che siamo arrivati… 7 giorni in confronto all’ eternità in cui vivi.

Invece io ora ti guardo, in macchina, in silenzio, nel buio e piano piango.

Ste dice che i fiori a casa saranno felici di rivedermi… ah! Avrò molta cura dell’aloe che è nata mangiando da te e che ora viene con noi.

Gli Alisei che corrono forte e sempre, il fuoco e la lava dei vulcani che si è trasformata in terra nera che ti ha lacerata, cambiata, stravolta, l’acqua blufreddo dell’oceano …

Li hai tutti,

Tutti gli elementi…prepotenti, concentrati e senza mezze misure li ruggisci contro.

Ho messo la mano in una conca d’acqua mentre camminavo tra le scogliere dietro casa..

Ho respirato forte e tirato su i tuoi super poteri…

< mi serviranno > ti ho detto..

<sai.. domani devo tornare indietro…>

Avrò cura di tutto quello che mi hai lasciato addosso (anche dei puntini di sole sulle braccia)

Ti vogliamo bene Lanzarote.

Per informazioni dettagliate su Lanzarote clicca qui sotto in basso su : Lanzarote: info&consigli

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